Il Ponte Morandi e la resilienza

Diventando ogni ora più difficile e probabilmente impossibile, superare lo shock per quanto accaduto il 14 agosto scorso,  ci chiedevamo se non era urgente una piccolissima riflessione per Le Vie dell’ Acqua in corrispondenza di un evento del genere, così vicino, in tutti i sensi.

Ebbene, rileggendo il nostro manifesto, parliamo di “ambiente resiliente” come di quello “in grado di assorbire shock territoriali, sociali, economici ed infrastrutturali adattandosi e rinnovandosi, nel rispetto delle sue funzioni e della sua identità”.

Ci chiediamo subito se questa città, in queste ore, ne sia capace, ne abbia la forza, la visione e il buongoverno necessario. Soprattutto ci chiediamo se sarà capace di rinnovare se stessa, non solo adattarsi a questa immane tragedia.

Rinnovarsi significa capire perchè le cose accadono, dare risposte coraggiose e cercare di preparare i giusti rimedi affinchè non si ripeta quanto accaduto. E’ questa secondo noi la sfida più difficile, “ripensare” e “agire” in una maniera del tutto nuova e innovativa.

Diciamo #genovaresiliente come auspicio perchè tutto quello che dovrà farsi non potrà che farsi con quello spirito e con quella cultura: bisognerà ripensare la città e i suoi traffici e le relazioni tra questa e i suoi cittadini.

Non potrà più esserci un ponte pericolante sulle loro teste, o sotto le ruote delle loro macchine, che solo pochi sapevano fosse tale.

Non più.

Le Vie dell’ Acqua sono vicine a tutte le vittime di questa assurda tragedia.

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